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CHRONICLES OF A NEW LIFE

Cronache di infertilità e adozione

 
 
  • chiara.contufarci@gmail.com

Adozione Internazionale

Ora che siamo idonei, che si fa?

Compra su Amazon, prendi in biblioteca libri su libri che raccontano l'adozione internazionale. Nuovo studio matto e disperatissimo. Infatti da adesso dobbiamo aspettare che proprio il Tribunale ci richiami per avere anche l'idoneità per l'internazionale.

I timbri non finiscono mai.

Un'altra idoneità. Che arriva miracolosamente abbastanza in fretta, ma dopo un altro sudatissimo round in Tribunale con un Giudice Onorario.


Colloquio devastante, davvero, sia io che il Socio siamo a pezzi, convinti che questa idoneità non ce la daranno mai, lo capiamo dai nostri sguardi e dalle mani che si incontrano sudaticce e fredde, afflosciati come palloncini sgonfi sulle sedie scomodissime.

Il Giudice ci ha appena strapazzati sul serio, ci ha posto di fronte a quesiti e situazioni non con cattiveria, ma con estremo senso di realtà e puntualità nel portare allo scoperto quei sospesi nel nostro percorso ancora troppo legati a retaggi romanzeschi sul concetto di genitorialità adottiva.

Siamo precipitati bruscamente con la nostra mongolfiera colorata che ci stava trasportando leggera nel cielo in giro per il Mondo in attesa che il nostro cucciolo restasse attaccato alla fune sospesa sotto di noi.


Mentre trascrive qualcosa al computer il Giudice ci lascia lì, seduti in punta di sedia, nel silenzio tombale di quella stanza dove si ode solo il ticchettio delle sue dita sulla tastiera.

Adesso si gira e ci caccia; ora stampa e ci consegna un foglio dove ha scritto che il nostro destino sarà aspettare all'infinito solo per la nazionale (con pochissime speranze viste le statistiche).

Stand by.

Sudore, anche se è inverno e si gela, palpitazioni, gola secca.


Ora si gira, prende il foglio dalla stampante. Ci guarda e accenna un sorriso.

La strapazzata è servita, ci spiega, a prepararci a quello che ci aspetta, tante strapazzate, tanti frullatori, che con un bambino da adozione internazionale potrebbero essere pesantissimi e farci proprio a pezzettini.

Siamo idonei!! I due palloncini si rigonfiano un po', la mongolfiera può ripartire con un carico più consapevole.


A questo punto si apre un'altra partita: Gira la ruota, girala!!

Gira il mappamondo, apri l'atlante.

Come capire quali Paesi del Mondo inserire nel nostro elenco personale di preferenze o addirittura sceglierne uno solo.

Già solo l'idea di scegliere alcuni ci manda in tilt, figuriamoci uno solo!

Come accipicchia si può fare a selezionare così?! Dove facciamo volare la nostra mongolfiera?


Ovviamente, partendo dal presupposto che ogni bambino sia speciale indipendentemente dal Paese dove nasce, noi propio non ce la sentiamo di scegliere nulla. Qualsiasi colore o taglio di occhi abbia in ogni caso non sarà uguale a noi, nemmeno un cucciolo biondo dalla pelle di luna, sarà altro da noi.

Se il concetto di alterità sarebbe da stamparsi bene nella mente di ogni genitore biologico, è sicuramente fondamentale averlo bello chiaro per chi affronta il percorso adottivo.

Non ce la sentiamo nemmeno di scegliere in base alle statistiche che danno un Paese più veloce di un altro in termini di attesa.


Quindi noi decidiamo di non decidere.

Forse sembra la soluzione più comoda, in realtà nulla è mai facile.

La nostra mongolfiera volerà libera.


Ci mettiamo poi alla ricerca dell'Ente per l'adozione internazionale più consono per noi.

Iniziamo una sorta di giro delle sette chiese che per noi si ferma alla numero 4. Non che questo sia costato meno fatica ed energie.


Che cos'è innanzitutto un Ente autorizzato?

Se si fa una ricerca sul sito del CAI, la Commissione per le Adozioni Internazionali, si legge:

gli Enti "Informano, formano, affiancano i futuri genitori adottivi nel percorso dell'adozione internazionale e curano lo svolgimento all'estero delle procedure necessarie per realizzare l'adozione; assistendoli davanti all'Autorità Straniera e sostenendoli nel percorso post-adozione".

Tradotto, bisogna per forza affidarsi ad uno di questi Enti, per fortuna direi io, anche se con spese parecchio alte di base che poi aumentano in maniera diversa a seconda del Paese di destinazione.

Ogni Ente poi deve dimostrare di occuparsi concretamente anche di altri progetti di aiuto e sostegno all'infanzia nei paesi esteri in cui opera ed è anche a questo scopo che sai verranno utilizzati i tuoi soldi. Ma la maggior parte serviranno per i mille documenti, le traduzioni, i professionisti che ti aiuteranno, i viaggi che si dovranno sostenere. E che serviranno anche per il percorso di sostegno quando si tornerà a casa.


Durante i nostri vari appuntamenti presso gli Enti scopriamo poi differenti approcci filosofico, religiosi e di scelte su come operare concretamente nei vari Paesi. Alcuni scelgono di operare su uno o due Stati, altri, i più grandi, ne hanno molti nella loro rosa.


La nostra scelta ricade proprio su uno di questi Enti più grandi perché ci dà molta fiducia, le persone incontrate ci sembrano degli ottimi professionisti e concordano che possiamo anche non scegliere subito il Paese per noi, perché ci aiuteranno loro trovando il cucciolo che noi e solo noi potremo accogliere nei nostri cuori.

Si spera il più presto possibile anche se lo scenario è spaventoso, una media di 4/5 anni.


Come occupiamo il tempo dell'attesa.

In primis un altro corso proprio presso l'Ente, ancora prima di dare il nostro mandato e quindi i nostri soldi perché vogliamo essere assolutamente sicuri.

Sicuri? Boh, questo forse non lo saremo mai.

L'unica certezza è che la mongolfiera sta per partire.



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