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CHRONICLES OF A NEW LIFE

Cronache di infertilità e adozione

 
 
  • chiara.contufarci@gmail.com

Il corso introduttivo all'adozione

Aggiornato il: 11 giu 2019

Il primo impatto con la ASL, con i Servizi Sociali, inizia quando varchi la porta della stanza dove si svolge il corso di preparazione collettivo.


Entro nella stanza, pensavo che fossimo in anticipo, ma vedo già parecchie coppie sedute in cerchio intorno al tavolo: chiacchiericcio con brevi intervalli dettati da risatine stridule nervose.

Sindrome da prima della classe: ecco vedi te che figura, non siamo così tanto in anticipo!

Per fortuna chi tiene il corso arriva per ultimo: tecnica del mettere a proprio agio tutte le coppie. Funziona.

Le due signore si qualificano come psicologa e assistente sociale, il duo, coloro che per mestiere si occupano di selezionare e formare le coppie che vogliono diventare genitori adottivi.

So che non saranno il nostro duo, noi saremo dislocati poi nell'altra sede della Asl. Mi rilasso leggermente.


Intanto che tutti firmiamo il modulo di partecipazione mi guardo intorno. Faccio una panoramica sulle altre coppie: giovani, meno giovani, vestiti eleganti, casual, sportivi. Chi è seduto in punta di sedia, chi stravaccato. Occhi che scrutano, volti tesi, mani che si contorcono.

Sembra di essere in aula durante gli esami all'università, quando sei lì ad aspettare il tuo turno in mezzo ad altri che come te vorrebbero essere da tutt'altra parte.


Il duo inizia a parlare e spiega che il corso ci aiuterà a capire in profondità cosa significa davvero intraprendere il percorso adottivo. Ci racconteranno come funziona, cosa bisogna fare e ci faranno degli esempi reali. Saranno questi ultimi a darci il vero senso di quello che ci aspetta.


Durante questa serie di incontri i dubbi se davvero fossimo pronti a compiere questa scelta sono stati innumerevoli. Lo scopo dei Servizi è proprio quello di guidarti, di accompagnarti, di metterti in discussione in profondità.

Non è cattiveria, non è sadismo. E' metterti di fronte alla realtà dei fatti.

L'adozione non è una favola col suo lieto fine scontato. Non è un romanzo di Dickens, non è la storia del bel trovatello perfetto che trova la famiglia perfetta.

Il bambino arriva con la sua enorme valigia di vita, anche se è nato da pochi giorni. Ogni istante che passa solo e abbandonato carica di sofferenza i suoi neuroni, le sue cellule, il suo essere.

Non puoi cancellare il passato, mai.


Tu devi essere pronto e preparato. Mai mentire ai Servizi, mai mentire sopratutto a se stessi.

Durante questo corso abbiamo capito che di fronte alle domande e alle situazioni che ti vengono poste e raccontate non esiste la risposta giusta. C'è solo la tua risposta, ci sei tu con tutte le tue debolezze e le tue forze.

Sei nudo. Devi metterti a nudo.

Se non sei disposto a farlo, non iniziare neanche. Questo il duo ci vuole fare capire.


Ci raccontano storie di bambini al limite dell'immaginabile.

Ci raccontano storie di mamme che abbandonano. Dobbiamo cerare di comprendere le loro vite per capire le loro scelte. Non demonizzare e giudicare, ma conoscere. Forse si può non arrivare a capire, ma certamente si deve conoscere.

Mai giudicare. Mai. Rischi di entrare in un circolo vizioso, di chiudere la mente, di fare tu altri danni a quel bambino che poi diventerà tuo figlio.


Ci raccontano esempi di difficoltà incontrate da famiglie adottive, senza mezzi termini, crude e dolorose storie.

Bambini feriti, abusati, picchiati, affamati che faticano ad inserirsi nelle nuove vite. O che proprio non ci riescono.


Ci elencano malattie di ogni genere, fisiche e mentali, genetiche, ereditarie, causate da traumi, subito visibili o che potrebbero insorgere inaspettatamente. Un vero e proprio elenco, anche fisico, stampato su un foglio così non te le dimentichi quelle disgrazie, anzi già che ci sei per aver le idee ancora più chiare ti consigliano di parlarne con un medico.

Perché devi capire fin dove sei in grado di arrivare e sopportare. Devi scegliere e spuntare nell'elenco quello che ti sentiresti di affrontare e consegnarlo con la domanda di adozione: grado di handicap fisico, che tipo di malattie, AIDS, epatite, ritardi mentali. A questo punto il labbro leporino lo vedi come un dono dal cielo.

Sono i cosiddetti bambini con bisogni speciali, gli Special Needs. E qui capisci anche che sono la maggior parte dei bambini adottabili.


Infine devi anche decidere e mettere nero su bianco l'età massima del bambino che desidereresti. E quanti bambini: 1, 2? I fratelli li mettiamo sul piatto?


Inizi a delineare nella mente il disegno del tuo bambino. Quasi come fare l'ecografia morfologica del feto e l'amniocentesi.

Prendere o lasciare. Accettare o scappare.


Capirete bene che le domande che nascono da noi coppie durante il corso sono le più disparate, le più assurde. Il duo non fa mai una piega, non si scompone minimamente. Ti rendi conto di quanta esperienza hanno dai loro volti e dalle loro rughe. E dalla loro infinita pazienza con noi pivelli.


Io e mio marito condividiamo la promessa di essere sempre cristallini nelle intenzioni, tra di noi e con il nostro duo che ci analizzerà.

Perché dai discorsi post corso tra coppie ci rendiamo conto che almeno il 40% dei partecipanti si sta costruendo l'immagine di coppia e di bambino perfetti. Un concetto di perfezione da ignoranti o da chi non vuole fare i conti con la verità, basato su preconcetti appunto da favola ottocentesca.


Non so che fine abbiano fatto le altre coppie, non le ho mai più incrociate.

Noi usciamo dal quel corso con le idee più chiare, spaventati a morte, ma ancora convinti di andare avanti.

La paura sarà sempre in sottofondo.


Sei tu, da solo di fronte a possibilità infinite. Ad una storia da riempire, al destino.



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