IntestHome

CHRONICLES OF A NEW LIFE

Cronache di infertilità e adozione

 
 
  • chiara.contufarci@gmail.com

La danza del buca buca


Ho ancora molto vivido il ricordo di me stessa in piedi davanti al tavolo con di fronte le scatole dei farmaci e lo schema della Doc. Ah, e l’agenda per contare i giorni del ciclo, cosa per me facile, almeno questa, perché sono sempre stata abbastanza svizzera con le mestruazioni, a parte per un periodo intorno ai 20 anni quando sparirono proprio, magari ve lo racconterò.


Mestruazioni, che parola eh. È cosi normale ma allo stesso tempo così strana da utilizzare, vergognosa, privata che ci hanno insegnato ad usare mille sinonimi coloriti e pittoreschi. Voi come le chiamate? Con il loro nome o tutt’altro? Mi piacerebbe fare una bella lista! Dai ne riparleremo!


Torniamo a noi, ci tocca quindi familiarizzare con la terapia su ciclo lungo di stimolazione ovarica. Il primo conteggio sarà aspettare l’arrivo del sangue vivo, non semplici perdite, e contare fino al ventunesimo giorno. Ecco perché vi ho già sottolineato come guardarsi le mutande ogni volta che vai in bagno diventerà una consuetudine paranoica!

Questo ventunesimo è il giorno da segnare in agenda, da puntare con un allarme sul telefono, perché si inizierà a bucare la pancia.


E si impara quindi anche a maneggiare aghi, contare dosaggi in milligrammi e soprattutto fare i conti con te stessa e la tua capacità di mantenere la calma.

Vedo ancora la mia mano sicura (ho fatto tante iniezioni agli altri) mentre prepara la siringa che si trasforma in un delirium tremens unico quando invece è il momento di mirare la mia pancia. Certo, ho seguito la procedura, ho fatto con l’altra mano un pizzicotto di pelle sulla pancia. Già prima per decidere da che lato procedere ho fatto un referendum privato: desta o sinistra, in mezzo no, ho la mia lunga grossa cicatrice e certo lì non se ne parla. Di solito vince la sinistra, nel dubbio vado sempre di lì.

Ma al momento di mirare e bucare, panico!

E conseguente urlo di richiamo del marito per farsi fare l'iniezione, dai su almeno la prima fammela tu, lo so devo imparare perché dovendone fare due al giorno, mattina e sera, sicuramente dovrò farmele da sola al lavoro, ma dai c’è tempo (sì manco 12 ore, quanto tempo!)


La sorpresa per me è stata che non ho nemmeno sentito male! Beh, fortunata, bravo mio marito. Solo un filo di bruciore per il liquido iniettato. E il giorno dopo ho avuto il coraggio di farlo da sola, mi sono detta anche brava, non ho avvertito nulla. Illusa! Dopo qualche ora è uscito un super livido! Nei giorni successivi ho preso la mano, sembra davvero più difficile di quello che è. Sul serio, sarà l'aspetto più facile, almeno per me.


Dal mio punto di vista invece la cosa difficile è stato fare le iniezioni sul posto di lavoro, chiusa nei bagni pubblici. Mi sentivo un misto tra una tossica in incognito ed una equilibrista che cerca di mantenere integri siringa e boccettino del medicinale.

Per qualche giorno è andata bene finché non è successo il patatrac: il boccettino cade e va in mille pezzi! Panico, tachicardia, lacrime, ansia perché stava arrivando l’ora di correre in diretta negli studi televisivi. Ci mancava solo un lavoro così dettato dalle tempistiche di un orologio! E intanto il mascara cola, perdindirindina!

In quel momento ti sembra che il mondo si fermi, il panico ti pervade, la rabbia e sopratutto l’ignoranza: se salto una iniezione va tutto a rotoli? Quando riesco a tornare lucida e guardo nel beauty case mi accorgo che per puro miracolo (una botta di sederino ogni tanto ce l’o anche io) la sera prima ho messo due siringhe e due boccette in più di farmaco! D’ora in poi me ne porterò almeno 5!

Puntura più veloce del west, corsa in make up room a tamponare il mascara colato (ho sempre l’ottima scusa delle allergie) e via in diretta: 3,2,1, sorriso smagliante! Quelle ore di diretta, il mio lavoro, durante la mia prima esperienza di fecondazione assistita è stata una sorta di salvezza, una valvola di sfogo. Dovendo sorridere per forza, l’ho fatto, mi isolavo dal mio mondo privato, come in una realtà parallela. Magico e straniante allo stesso tempo. E molto difficile da gestire.


Tutta la stimolazione è legata a orari precisi e calendari, ancora oggi non so come ho fatto a fare incastrare tutto. Davvero potrebbero darmi una laurea ad honorem in ingegneria gestionale! La pretendo!

Perché non ci sono solo gli orari delle punture, ma anche quelli degli appuntamenti in clinica per i monitoraggi, e sono tanti, tantissimi, dopo pochi giorni dall’inizio si arriva ad andare ogni due giorni, solo di mattina. Se come me non lo vuoi dire quasi a nessuno ti ritroverai ad inventare mille scuse. Io l’ho detto solo ad un paio di colleghe che sono delle vere amiche e che mi hanno aiutata e supportata per gestire tutto questo aspetto organizzativo.


E siamo solo all’inizio. Su questo ciclo la terapia sospende, mette a dormire le ovaie perché i medici possano controllarle e gestirle, infatti sul ciclo successivo inizia la stimolazione ormonale. Ma non si sospende il soppressore, le iniezioni aumentano.


La mia pancia è un campo di battaglia, la mia pancia porta i segni, ogni buco mi lascia o un piccolo segno rosso o un livido. Ad un certo punto, per pensare ad altro, inizio perfino a disegnare con l’ago, così tutto sembra avere più senso. La danza del buca buca




#chroniclesofanewlife #fecondazioneassistita #PMA #FIVET #stimolazioneormonale

0 visualizzazioni
 
 
 

©2019 by Chronicles Of A New Life. Proudly created with Wix.com